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MICRORGANISMI NEGLI SFARINATI I microrganismi riscontrabili negli sfarinati sono riconducibili ai contenuti microbici dei cereali al momento della raccolta, al trasporto e alla conservazione degli stessi. La contaminazione più frequente riscontrabile è di tipo fungino (muffe) ed essa cambia a seconda dell'ambiente di coltivazione, dell'andamento stagionale e del tipo di cereale considerato. Le più importanti sono dovute a tossine elaborate da muffe e precisamente le aflatossine B1, B2, G1 e G2 e le ocratossine A e B. Anche durante la produzione di farina si possono verificare contaminazioni microbiche soprattutto dovute a coliformi totali, Escherichia coli, Stafilococco aureo e lieviti. Questi microrganismi si moltiplicano nelle aree di produzione dove è presente una elevata umidità e dove c'è presenza di polvere. Dopo la lievitazione, il pane e i prodotti da forno vengono sottoposti a cottura e raggiungono una temperatura di 200°C - 250°C. A queste temperature la maggior parte di microrganismi viene distrutta. La temperatura raggiunta alla fine del tempo di cottura è sufficiente a distruggere muffe, lieviti e batteri vegetativi. L'eventuale ammuffimento del prodotto è causato quindi da contaminazioni secondarie dovute a macchinari, al personale, al materiale di confezionamento ma soprattutto alle condizioni microclimatiche dello stabilimento (aria). |
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